Era una sera di San Silvestro come tante, o almeno così credeva Giorgio. La solita compagnia, le solite uscite sportive, il solito entusiasmo pre-cenone. Poi, una Yaris Nera parcheggiò davanti al cancello, e con essa fece il suo ingresso trionfale in quel gruppo ormai promiscuo Ale. Lei non lo sapeva ancora, ma stava per riscrivere le leggi della fisica e della pazienza umana.
"Giorgio, vieni fuori un attimo? C’è da capire... una cosa," lo chiamò Marco, con la voce di chi ha appena visto un UFO e non sa come gestire il primo contatto.
Giorgio uscì, convinto di dover dare una spinta o controllare una spia sul cruscotto. Invece, si trovò davanti a un’installazione d’arte contemporanea: il bagagliaio della Yaris era sigillato come un caveau della banca centrale. Attraverso il lunotto, si scorgeva una bicicletta da donna incastrata in una posa degna del Cirque du Soleil, premuta contro il portellone posteriore con una violenza tale da far gemere le guarnizioni.
Ale scese dall'auto, raggiante, sistemandosi i capelli con la noncuranza di chi ha appena parcheggiato una nuvola. "Ragazzi, sapete che questa macchina ha qualche problema? Il bagagliaio è un po’ difettoso... ha fatto una fatica incredibile a chiudersi stasera!" disse lei, con un sorriso così genuino che Giorgio sentì il suo cinismo sgretolarsi.
Giorgio guardò la bici, guardò il portellone che implorava pietà e poi guardò lei. Capì in quell’istante che Ale non era "distratta": era una creatura magica che viveva in un mondo dove il metallo è flessibile e la logica è un optional. Era speciale. Di quella specialità che ti fa venire voglia di scuotere la testa e, contemporaneamente, di chiederle il numero di telefono per assicurarti che sopravviva alla settimana.
Nonostante i tentativi di Giorgio e Marco, che provarono a ragionare con la serratura usando la calma dei forti, il bagagliaio rimase fermo nella sua decisione di non aprirsi mai più. Iniziò così l’umiliante trasloco: valigie, buste della spesa vennero estratti faticosamente dalle portiere anteriori, facendoli passare sopra i sedili, tra i pedali e le ginocchia di un Giorgio ormai rassegnato al suo ruolo di "assistente al disastro".
Nota tecnica: Il bagagliaio si arrese solo giorni dopo in officina dopo aver cambiato il nottolino.
GENNAIO 2017
Passò qualche settimana. Giorgio era ancora lì che ripensava a quella ragazza capace di sfidare la meccanica con un sorriso, quando riceve un messaggio
"Giorgio, Senti, ho bisogno per la caldaia, ho la perdita che è peggiorata, è in blocco quando riesci a passare?"
Giorgio rimase interdetto qualche secondo prima di rispondere, poi prese coraggio. "Ale... sono Giorgio. Quello della Yaris. Quello del Capodanno."
"Ah! Ma non sei l'idraulico?"
"No, Ale. Faccio tutt'altro nella vita."
"Oh, scusami! È che ti avevo salvato con lo stesso nome del tipo dell'idraulico!"
Giorgio sospirò, guardando il soffitto con un'espressione tra lo sconfortato e l'irrimediabilmente cotto. La sua vita tranquilla era finita, aveva accettato il suo sacrificio per salvare l'Ale
Questo era solo l'inizio. La lista dei danni collaterali di Ale negli anni a venire si sarebbe popolata con la velocità di un virus influenzale in un asilo, ma questa è una storia che vi racconteremo con molta, moltissima calma.
Negli Otto Anni successivi fino Ai giorni D'oggi
LALE: Nomignolo dato da Simone, figlio di Giorgio, quando a 4 anni ha incontrato per la prima volta l'Ale.
George: il soprannome dato da Lale richiamando il Principino Windsor, percheè a suo dire Giorgio è un po' fighetto per i suoi standard
10 Dicembre 2021
Gli equilibri di Ale e Giorgio spostano il loro baricentro, e dopo un cambio casa e convivenze a singhiozzi per via di covid ed incidenti vari fa il suo ingresso in scena la piccola Emma. Da sempre una imprevedibile fonte di energia
Lale e George con le loro mille avventure in questi 9 anni hanno avuto modo di dare sempre più valore a quel "Speciale" che hanno trovato ciascuno nell'altro.
e oggi si aggiunge un altro giorno speciale